Progetto Giovanni Filippo Maria Dreyer "Rinascita di un repertorio"

Sarà disponibile a breve il primo CD per l’etichetta “Brilliant Classic” dedicato ad un gruppo di composizioni sacre di Giovanni Filippo Maria Dreyer da me recentemente ritrovate. Si tratta dei “Salmi Brevi a 4 voci con strumenti” del 1740 mai eseguiti prima d’ora. Questo progetto, che mi vede operare da più di dieci anni in qualità di violinista specializzato in musica barocca, è il frutto di un capillare lavoro di ricerca e trascrizione. Tale impegno è stato favorito dall’incarico, ricevuto dal Prof. Paolo

Piccardi conservatore dei manoscritti musicali dell’Archivio del Convento della SS. Annunziata a Firenze, per ricerca e studio su un ampio repertorio di composizioni autografe giacenti da tempo presso quell’Archivio e pressoché completamente dimenticate. In virtù di questo incarico, del quale sono grato, è ora possibile  ridare voce a preziosi capolavori degni di esser riportati a quell’attenzione che meritano.

Da qui prende avvio, sotto la mia personale direzione, un viaggio musicale in continua evoluzione che ho voluto condividere con amici e colleghi che stimo e con cui collaboro da tempo. 

Figura centrale di questo progetto è la figura di Giovanni Filippo Maria Dreyer detto “Il Tedeschino” (Firenze c. 1703-1772) , finissimo cantante e compositore del Settecento, al quale sto dedicando, con sacrificio e passione, questi studi approfonditi per la valorizzazione di un  repertorio assolutamente inedito, di indiscusso interesse internazionale e destinato a portare nuova luce sullo scenario musicale dell’Europa del XVIII secolo.

 

 

M° Giacomo Granchi

 

Rinascita di un repertorio

L’uscita di questo primo CD interamente dedicato a composizioni riscoperte e inedite è stata una entusiasmante avventura. Un viaggio iniziato più di una decina di anni fa quando ebbi la fortuna ed il privilegio di poter accedere alla biblioteca musicale della Basilica della SS. Annunziata nel cuore Firenze. In qualità di violinista specializzato in musica antica, fui incaricato dal prof. Paolo Piccardi – in accordo con Padre Alessandro Greco OSM e con il Padre Superiore Alessandrini, che ringrazio sentitamente – di ridare voce a un repertorio giacente nell’archivio della Basilica e pressoché completamente dimenticato. Da qui prende avvio un viaggio musicale che ho voluto condividere con amici e colleghi specializzati nel repertorio barocco e attenti alla filologia esecutiva. Uno scrigno di meraviglie custodito per secoli con amore e dedizione dai frati Servi di Maria fino al 4 novembre del 1966 quando una catastrofica alluvione mise in ginocchio Firenze e le sue opere d’arte. Fu colpita anche la nostra preziosa biblioteca con la dispersione di centinaia di rari e unici spartiti manoscritti. Da allora è stato fatto un lavoro enorme di ricerca e ricomposizione delle pagine martoriate dalla furia delle acque avviando catalogazione e digitalizzazione, ma, purtroppo, molti testi musicali sono stati irrimediabilmente compromessi o perduti. Un impegno sostenuto dai frati Serviti in particolare da padre Alessandro Greco OMS e con il sostegno e la competenza dell’accademico Prof. Paolo Piccardi che con amore e instancabile dedizione porta avanti un lavoro di ricerca e salvaguardia della biblioteca.

All’interno del complesso della SS. Annunziata si trova la “Cappella dei Pittori” un vero e proprio compendio di bellezza dove all’interno vi sono affreschi di Vasari e Pontormo solo per citarne alcuni e dove, ogni 18 ottobre, viene celebrata la solenne Messa per la festività di San Luca patrono degli artisti. La Cappella è di pertinenza dell’Accademia delle Arti del Disegno la più antica Accademia al mondo fondata da Cosimo I dei Medici e che ebbe come primo accademico Michelangelo Buonarroti. Già il presidente Luigi Zangheri, aveva individuato e pubblicato documenti dai quali emergeva come, fin dal 1563, le celebrazioni fossero accompagnate da grandi festeggiamenti e da musica vocale e strumentale con la partecipazione di molti musicisti e cori formati sia da religiosi che da gente comune. Dal 1685 era attiva all’interno della Basilica della SS. Annunziata una compagnia chiamata “Cappella dei Musici” lasciando intendere anche la presenza di un articolato apparato strumentale. Questa tradizione si protrasse a lungo per poi essere del tutto abbandonata. Grazie a queste preziose notizie lavorai per riproporre la celebrazione di San Luca con una ritrovata componente musicale attingendo direttamente ai manoscritti della biblioteca musicale. Dal 2010, dunque, le solenni festività hanno visto il rinnovamento di questa antica tradizione, impegno per cui sono stato nominato accademico d’onore dall’Accademia delle Arti del Disegno.

Queste le premesse che mi hanno portato, dopo una scelta di repertorio e periodo, a concentrare l’attenzione su un compositore pressoché dimenticato: Giovanni Filippo Dreyer (Firenze 1703-1772), incuriosito anche dalle parole scritte da Charles Burney nel suo “Viaggio Musicale in Italia” in cui ebbe modo di incontrarlo personalmente nel 1770. I suoi “Salmi Brevi” di sorprendente qualità musicale, qui eseguiti per la prima volta, fortunatamente erano tra i manoscritti meglio conservati e restaurati e mostravano nell’impaginato della partitura una grafia chiara e sicura che mi attrasse subito a partire dalla singolare introduzione autografa che qui riporto:  

Nella composizione dei seguenti salmi, altro motivo non hò avuto, che d’agevolare l’uso, e pratica della nostra Cappella à Principianti, che ancora non hanno appresa perfettamente la scienza della Musica. I Maestri più perfetti dell’Arte, spero, che non disprezzeranno questa qualunque essa siasi, mia fatica, se arriveranno al fine, che hò avuto nelli presenti componimenti, cioè à dire alla facilità. Brevità, e comodità de cantori. Non ogni cibo è giovevole a tutti gli stomachi. Il latte si porge à Bambini, et un cibo più sodo nutrimento agli Adulti, e Robusti. Vivi felice mentre mi dichiaro”.

Questa amabile premessa lascia intendere il carattere ecumenico dell’autore, la sua attitudine all’insegnamento e la sua intenzione di allargare la pratica musicale anche ai meno preparati. Personaggio dunque di notevole interesse la cui vita e attività è però ancora in gran parte celata da mistero. Vi è ancora molto da scoprire per ricostruire la sua storia soprattutto in merito ai legami con Dresda e con la corte di Russia ove riscosse grande notorietà. Certamente da approfondire il suo passaggio da Praga da dove, per motivi ancora non chiari, dovette fuggire per rientrare frettolosamente a Firenze nella casa paterna per poi essere accolto, successivamente, dai frati della SS. Annunziata dove divenne in breve tempo, per le sue doti musicali, Maestro di Cappella, ruolo che avrebbe ricoperto fino alla morte.

“Alla morte di Giovanni Filippo Dreyer, il memorialista tramandò il suo necrologio nel “Libro di Ricordanze”

13 Aprile 1772

Piacque al Sig:re chiamare a se in questo giorno circa le ore 2 pomeridiane il n.ro celebre P.re Gio:Filippo Dreyer M.tro di Cappella. Questi dopo aver nella sua Gioventù cantato con applauso in alcune delle principali Corti d’Europa; nell’eta’ di 33 Anni ritornato in questa sua Patria vestì il n.ro Abito Religioso, e fu volontieri accettato atteso la sua abilità per dirigere la nostra Cappella, e le Musiche; il quale impiego assunse pochi mesi dopo la sua Professione, atteso la morte del suo Antecessore P.re M.tro Biscardi. L’incarico sudd.o lo ha sostenuto per 30 e più anni con inesplicabil decoro, sì per le molte composizioni fatte da lui med.o che per il brio di guidare le Musiche, e le Cappelle, come ancora per aver ridotte le Funzioni Solenni, e specialm. quella del S. Natale, a spese del proprio Deposito ad una magnificenza assai più grande di quello erasi costumato in addietro (….).

(dalla “Biografia di Giovanni Filippo Dreyer” a cura di Paolo Piccardi).

 

Struttura e apparato vocale e strumentale

I “Salmi Brevi” si articolano in 11 composizioni datate 1740 di grande forza e intensità musicale espressa magistralmente nell’ultimo brano: il Magnificat. Note toccanti e di raffinata dolcezza emergono nel Verbun Caro per due soprani e basso continuo, mentre l’Inno di San Filippo è caratterizzato da un andamento in tre movimenti di cui l’“Andante” centrale è dedicato alla voce solista. L’Introito per la Beata Vergine Maria si configura come una intima preghiera quasi sussurrata dal coro sostenuto dagli archi e dal basso continuo. Il Domine Adjuvandum si caratterizza invece per una alternanza tra il coro e la voce solista a creare un clima intriso di sentita spiritualità.

L’organico vocale e strumentale dei brani scelti è vario, dalla voce solista accompagnata dal basso continuo fino ad un organico completo che prevede 2 violini, viola, violoncello, violone, cembalo, organo, un coro di otto voci, due voci soliste e Direttore con il quale abbiamo deciso le linee guida.

Da questi componimenti si comprende l’apprezzamento e l’attenzione che il Dreyer rivolse alla musica della Scuola Napoletana, egli infatti ritrascrisse anche il celeberrimo Stabat Mater di Pergolesi con le medesime note ma configurandolo per 4 voci e con l’aggiunta di strumenti a fiato.

Il lavoro di questa fase iniziale è stato molto complesso, i manoscritti in prima battuta sono stati digitalizzati per ovvi motivi di conservazione e tutela, poi sono stati trascritti e corretti nel caso di evidenti errori di copiatura. Sono state poi generate tracce sonore preliminari per un primo ascolto e l’emozione e stata fortissima, da parte mia e del Direttore M° Giacomo Benedetti con cui ho condiviso il progetto, quando abbiamo potuto ascoltare per la prima volta una musica, un pensiero, un’identità con cui nessuno dialogava più da secoli.

Il viaggio è iniziato …….

M° Giacomo Granchi Concertmaster and primary source researcher

 

 

Giovanni Filippo Dreyer

A cura del Prof. Paolo Piccardi

Fu un cantante e compositore del XVIII secolo, che godé di una certa fama in vita, ma del quale è possibile ricostruire la biografia e la carriera solo ricomponendo le vicende descritte in documenti conservati in archivi diversi, alcuni in Italia, altri in Russia, perché non è mai stata scritta una sua biografia completa.

Nacque a Firenze nel 1703 in una famiglia di musicisti, sembra di origini tedesche e di conseguenza venne soprannominato “Il Tedeschino”. Fin da giovanissimo dimostrò di possedere una bellissima voce e i suoi, per conservargliela a lungo, decisero di farlo castrare.

Iniziò una brillante carriera da soprano che lo vide calcare i palcoscenici di molti teatri italiani. La prima documentazione rinvenuta lo vede a Viterbo nel 1721 interprete de “Costanza in cimento” di autore ignoto. La fama conquistata lo portò agli onori delle cronache quando il suo nome apparve sul Chracas, il bollettino romano: “22 Maggio 1723 Trovandosi Gio, Dreyer Musico impedito nella gola di alcune Tonsille, che l’impedivano il parlare; ed essendo arrivato in Roma Francesco Zigiotto Vicentino Cirusico, che gode la Protezione di Monsign. Cornaro, ha fatto questa difficoltosa operazione di tagliare le dette Tonsille, la quale è riuscita felicissimamente, e detto Musico è rimasto libero di tale impedimento”. Dreyer si trovava a Roma per impersonare Orizia nell’opera “Ercole su’l Termodonte” di Antonio Vivaldi, in prima esecuzione assoluta.

Successivamente iniziò la sua carriera internazionale, permanendo a Breslavia fino al 1726, dove fu attivo non solo come cantante, ma anche come compositore e impresario. A Breslavia venne notato dagli agenti della corte imperiale Russa, che invitarono lui e il fratello Domenico, oboista, a raggiungere gli altri musicisti italiani presenti a Mosca alla corte della zarina Iovanovna, la cui volontà di importare artisti italiani si inserì all’interno di un disegno politico e culturale che tendeva all’imitazione dello splendore delle corti occidentali, dove la presenza dei comici dell’arte era una consuetudine ormai secolare.

Dalle “Lettere e relazioni di monsieur Le Fort dalla Mosca e Pietroburgo a monsieur Lagniaz 1730-173” apprendiamo che il suo stipendio era di 1200 rubli, mentre quello del fratello era di soli 500. I musicisti e i commedianti italiani venivano sostituiti periodicamente e in varie occasioni furono proprio i fratelli Dreyer ad essere incaricati di recarsi in Italia per ingaggiare nuovi artisti. L’ultimo di questi viaggi, documentato dalla registrazione della consegna dei passaporti, risale al 2 Ottobre 1735 e, come di consueto, i fratelli sostarono a Praga, dove accadde un fatto increscioso, del quale non si sono mai conosciuti i particolari e che lo costrinsero a rientrare precipitosamente a Firenze, per trovare rifugio presso la casa paterna.

Un manoscritto anonimo, conservato nell’archivio della cappella musicale della SS. Annunziata di Firenze riporta il racconto fatto da un frate anziano, che lo aveva conosciuto in gioventù e accenna vagamente a un contrasto con un potente locale. Lo scrittore inglese Charles Burney lo incontrò l’8 Settembre 1770, festa solenne alla SS. Annunziata, e nel suo “Viaggio musicale in Italia” scrisse che apprezzò la musica eseguita in tale occasione e, in particolar modo, un Mottetto composto appositamente dal Dreyer e da lui diretto. Al termine delle funzioni, lo avvicinò e conversò con lui amabilmente e a lungo. Dreyer gli raccontò della sua esperienza alla corte russa e del fatto di aver dovuto far ritorno in Firenze “per aver troppo goduto i favori di una persona dell’alta società”. Burney lo ricorda come assai intelligente e cordiale.

Dopo un breve periodo di tempo trascorso nella casa paterna, decise di chiedere ai Servi di Maria della SS. Annunziata di accoglierlo in convento. Probabilmente la scelta cadde su quel santuario

fiorentino anche grazie alla fama acquisita nei secoli dalla sua cappella musicale, vero punto di riferimento per la vita musicale fiorentina. Il primo organo documentato in Firenze venne costruito in quella chiesa nel 1299 da frate Petruccio. Nel ‘300 fra Andrea dei Servi fu uno dei protagonisti dell’Ars Nova e le sue composizioni sono contenute nel Codice Squarcialupi della Biblioteca Laurenziana di Firenze. Nel 1438 i frati della SS. Annunziata ingaggiarono i madrigalisti fiamminghi giunti al seguito dei Padri Conciliari e li obbligarono ad insegnare non solo ai frati, ma anche ai laici, creando così la prima scuola di musica. Quando Dreyer arrivò a Firenze la Cappella Musicale aveva raggiunto un alto grado di perfezione ed aveva visto succedersi compositori di grande fama, fra i quali Alessandro Scarlatti, che nel 1702 diresse personalmente le sue composizioni in onore del Granduca Cosimo III e di suo figlio Ferdinando.

L’ingresso in convento è documentato da un atto notarile che venne trascritto nei registri del convento:

12 Marzo 1737

Clemente XII Sommo Pontefice e Francesco III Granduca di Toscana

Contratto

Per il presente pubblico instrumento apparisce come personalmente davanti al Rev.mo Mons. Domenico de’ Bardis Protonotario Apostolico, uno dei Canonici nella Chiesa Mtropolitana fiorentina, et in questa parte come Vicario Generale dell’ Ill.mo e Rev.mo Mons. Giuseppe Maria Martelli per la grazia di Dio e della S. Sede Apostolica Arcivescovo di Firenze, e davanti a me notaio e testimoni infrascritti: il Rev. Frate Giovanni Filippo Maria, nel secolo Sig. Giovanni Dreyer, nato e battezzato in Firenze, emancipato per quanto faccia di bisogno dal Sig. Augusto Dreyer suo genitore per instrumento pubblico del dì 25 Febbraio prossimo passato, rogato per mano di Mess. Giovan Francesco Niccola del Pace, cittadino e notaio pubblico fiorentino, e vestito per religioso non acora professo nel Noviziato del Ven. Convento dal molto Rev. Priore e Padri della SS. Annunziata di questa città di Firenze dell’ Ordine dei Servi di Maria sempre vergine santissima, quale volendo fare la sua solenne professione in detto Ven. Convento e Religione solita farsi dalli altri novizi della medesima ed essendo dentro al termine dei due mesi avanti di doversi fare detta sua professione, e volendo prima spogliato affatto dagli affetti terreni renunziare a tutti li suoi beni che presentemente si ritrovano come di sotto, osservata la forma prescritta dal Concilio di Trento nel capitolo 16 e che principia: “nulla quoque renunciatio”, e cerziorato primieramente dal prelato Rev.mo Mons. Sig. Vicario e da me notaio dell’ importanza del presente instrumento, e di quanto esso possa a sé, ed alla sua religione pregiudicare, siccome di tutti li privilegi indotti dalle leggi sia civili che canoniche, e municipali a favore di quelli che fanno simili renunzie per poterle revocare, delle quali cose tutte disse esser benissimo informato, e quel nonostante essersi rilevato ed aver deliberato con piena cognizione di causa di fare l’infrascritta renunzia; perciò con licenza, autorità e decreti del prefato Rev.mo Mons. Vicario quivi presente al detto Fra’ Giovanni Filippo Maria, dicente, dante e concedente e nell’infrascritte cose consenziente e l’autorità sua interponente, confessando detto frate Giovanni Filippo Maria esser di età di anni 33 incirca.

In virtù di questo presente pubblico instrumento, non per forza ma spontaneamente e di sua certa scienza e deliberata volontà e non per errore alcuno di ragione, o di fatto, ma perché così piacquegli, e piace di fare, messo, et indotto dalla corrispondenza d’affetto che sempre avuto, ed ha verso l’ infrascritto suo Sig. fratello e da altre cause, l’anima sua giusta e degnamente morienti per mezzo di suo giuramento per detto renunziante a delazione di me notaio espressamente renunziò e renunzia, cedè e cede, donò e dona liberamente et irrevocabilmente e per titolo e causa di pura, mera, libera e semplice e irrevocabile donazione che si dice intra vivi, in maniera che mai in tempo alcuno non possa questa per qualsivoglia causa o pretesto etiam d’ingratitudine o d’altra qualunque fosse benchè maggiore revocare ed annullare con gl’infrascritti patti e non altrimenti né in altro modo.

Il Sig. Carlo Giovacchino Maria Dreyer suo fratello carnale presente e per sé e suoi eredi e successori di qualunque sorte assieme con me notaio stipulante ed accettante.

Tutti, e qualsivoglia beni ed effetti mobili ed immobili o semoventi, crediti, luoghi di qualsiasi voglino monti, nomi ragioni ed azioni al detto renunziante in qualsivoglia modo spettanti e appartenenti finora non giammai tutti potessero spettare ed appartenere e pervenire in qualsivoglia modo e maniera in futuro e per li tempi a venire da oggi ed in specie non derogando con la specialità alle generalità ecc. ecc.

La sua villa con podere e beni, casa da lavoratore e con tutti li suoi annessi, mobili e pertinenze e con tutt’altro ai medesimi spettante e appartenente e coerente situati nel popolo di San Felice a Ema, potesteria del Galluzzo, luogo detto A Baroncelli, ed ancora:

Ducati 1500 consegnati nelle mani di detto Sig. Carlo Giovacchino Maria Dreyer donatario, dal medesimo denunziante come fu asserito constare per scritta privata del dì 24 Dicembre 1734 alla quale presente detto Sig. Carlo Giovacchino Maria Dreyer, e per sé, e suoi eredi, e successori come sopra assieme con me notaio stipulante ed accettante nel modo però infrascritto.

………….

Item il suddetto Sig. Carlo Giovacchino Maria Dreyer, donatario, nel caso che il medesimo Rev. Fra’ Giovanni Filippo Maria facesse la sua solenne professione nel detto Convento dei detti Rev. Padri della SS. Annunziata, dal dì che questa sarà fatta, si obbliga di dare, e pagare al detto Rev. Giovanni Filippo Maria, presente stipulante ed accettante e fino a che il medesimo naturalmente viverà, né altrimenti né in altro modo ducati 72 l’anno moneta fiorentina di lire 7 per ducato ogni tre mesi la rata, con la condizione, che passato il trimestre, e non avendo soddisfatto, sia tenuto il suddetto Sig. Carlo donatario, e suoi, pagare al detto renunziante il doppio, e di più ancora sia tenuto ed obbligato a consegnargli o fargli consegnare un barile di verdea l’anno da ricogliersi nel podere della predetta villa, o altrove, e cessando detto Fra’ Giovanni Filippo Maria di vivere, deve terminare ancora detto Sig. Carlo Giovacchino Maria, eredi e successori del medesimo, l’obbligo di pagare detti ducati 72 annui e di dare detto barile di verdea; ed in caso che non venisse fatto come sopra, detto Fra’ Giovanni Filippo Maria il pagamento di detti ducati 72 ciascun anno, oppure il medesimo restasse creditore di tanta somma che costituisse l’importare di un’annata intiera in detta somma di ducati 72, allora, ed in tal caso, detto Fra’ Giovanni Filippo Maria intende, e vuole che ipso fatto che sarà creato detto suo credito e senza alcun decreto, sentenza di giudice, ricada liberamente in perpetuo con li suddetti infrascritti obblighi carichi e pesi al detto Convnto della SS. Annunziata, non solo la suddetta villa di Baroncelli con il podere e tutte le sue adiacenze e pertinenze, ma ancora i predetti scudi 1500 che il predetto Sig. Carlo Giovacchino Maria Dreyer ritenne nelle mani.

Con obbligo ancora del detto Sig. Carlo Giovacchino Maria Dreyer e suoi di dover ogni anno in perpetuo il giorno di Tutti i Santi mandare a tutte sue spese al Sig. Priore di S. Cecilia di questa città due quadroni di libbre tre per ciascheduno di cera veneziana quali devono ardere in detta chiesa da ambi i canti dell’altar maggiore in terra dal vespro fin tutta la mattina dei Morti in suffragio dell’ anima del Sig. Domenico Dreyer e di più deva dare del proprio per le Messe da celebrarsi dal detto Sig. Priore di S. Cecilia in sua chiesa la mattina suddetta dei Morti ed altra messa parimenti il dì 3 Dicembre lire 4 soldi 13 danari 4 alla ragione di lire 2 per ciasccheduna messa delle suddette due, e soldi 6, e denari 8 per ciascheduna delle medesime al chierico che le servirà.

Di più detto Fra’ Giovanni Filippo Maria si riservò e riserva l’autorità per sua vita naturale durante di poter andare a villeggiare in quei tempi che gli parrà e piacerà nella predetta villa di

Baroncelli dalla quale non possino mai per tempo alcuno esser rimossi né levati i mobili, masserizie, letti, attrezzi di cucina e tutt’altro che di presente vi si trova ad effetto che nelli tempi della sua villeggiatura vi possa sempre avere tutto il suo comodo.

Tutti li predetti effetti, con villa, podere e beni di sopra descritti, e tutti gli altri beni ed effetti dove sarà stata rinvestita detta somma di ducati 1500, si aspetti, ed appartenga interamente e liberamente al predetto Convento e molto Rev. Padri della SS. Annunziata di questa città di Firenze con gl’infrascritti pesi, obblighi e carichi che appresso cioè:

1°: Il detto Convento e Rev. Padri della SS: Annunziata siano tenuti e devin celebrare o far celebrare in perpetuo una volta la settimana una messa piana all’ altare della SS. Annunziata in suffragio dell’anime di casa Dreyer.

2° Che nel giorno da destinarsi ad arbitrio del Molto Rev. Priore pro-tempore, si troverà da detti Rev. Padri fare un anniversario con messa cantata sull’ organo a voce sola, catafalco in mezzo alla chiesa con lumi, sgabelloni come suol farsi per Domenico Baccerelli detto Il Cialdonaio e si devono in detta mattina celebrare numero 20 messe piane per l’anime come sopra

3° Che nella suddetta mattina dell’ anniversario siano alla porta del detto Convento dispensate ai poveri per elemosina 200 fila di pane con che essi poveri devino pregare in chiesa per l’anima dei benefattori

4° Che detto Convento e Padri dal mattino dell’ anniversario siano tenuti ad invitare a celebrare la Santa Messa nella loro chiesa il Sig. Priore pro-tempore di Santa Cecilia di questa città di Firenze con dargli per elemosina per la messa lire 7 moneta fiorentina.

5° Che il suddetto giorno dopo la mensa devino imborsarsi tutti i molto reverendi Padri Discreti di detto Convento, il primo dei quali sortirà per estrazione, abbia facoltà di dare una dote di scudi 10 a povera, ed onesta fanciulla secondo il suo piacimento, e sia tenuto il detto Convento a sborsare il detto denaro.

6° Che detto Convento, e Padri, ogni anno in perpetuo il giorno di Tutti i Santi devino mandare al priore di Santa Cecilia di questa città due quadroni di libbre tre, peso ciascheduno, di cera veneziana, i quali devono ardere in detta chiesa da ambi i canti dell’ altar maggiore in terra dal vespro fino a tutta la mattina dei Morti in suffragio dell’ anima del Sig. Domenico Dreyer e di più devino dare per le messe da celebrarsi da detto Sig. Priore di S. Cecilia in sua chiesa la mattina suddetta dei Morti ed il dì 3 Dicembre lire 4, soldi 13 e denari 4, alla ragione di lire 2 per ciascheduna messa e soldi 6, e denari 8 per ciascun chierico che le servirà.

7° Che nella mattina del soprannominato anniversario deva detto Convento pagare ai Padri e Sagrestani lire 2 per ciascheduno per gli incomodi e assistenza al detto funerale

8° Che non volendo detto Convento e Padri accettare la prefata eredità con i suddetti pesi obblighi e carichi si intenda devoluta la medesima eredità alla detta chiesa e Sig. Priore pro-tempore di santa Cecilia in Firenze con gli stessi pesi obblighi e carciche come sopra dichiarati ed espressi e non altrimenti né altro modo.

Fatto in Firenze nella Curia Arcivescovile nelle stanze di solita udienza del prefato Rev. Mons. Vicario Generale presenti il Sig. Giuseppe di Pierfrancesco Ceni fiorentino uno degli aiuti della cancelleria Arcivescovile e Bartolomeo di Andrea Romagnoli, uno dei sevitori di Sua Signoria Rev.ma

Giovanni Filippo Dreyer entrò immediatamente a far parte della Cappella Musicale di quella basilica e ne divenne il Maestro nel 1738, alla morte del suo predecessore, P. Giovan Battista Biscardi. Numerose sono le “memorie” contenute nei Libri di Ricordanze del convento che riportano sia le sue esecuzioni che le sue composizioni:

25 Marzo 1738

Si celebro’ in questo giorno la Festivita’ dell’Annunziazione di M.V. conforme il consueto de gl’anni passati, con scelta musica sopra i due organi, e la mattina canto’ il Mottetto dopo l’Epistola il nostro Novizio F. Gio:Filippo Dreier, con applauso univerale di numeroso popolo, che alla nostra chiesa era concorso.

24 Febbraio 1739

Essendo cessato per grazia divina il male epidemico nelle bestie vaccine, l’Arcivescovo Martelli esorto’ i fedeli tutti alla comunione generale e intimo’ una Processione.

Descrizione della processione.

Viene intonato Sancta Maria succurre miseris, quale fu proseguita da preti di Duomo, che erano tutti in coro, e appresso detta l’Orazione Concede, intono’ il Te Deum, seguitato da due cori di scelta Musica sopra i due organi, sotto la direzione del P. G. F. Dreyer, nostro Maestro di Cappella.

25 Marzo 1739

Festa della SS. Annunziata. Senza preavviso, comparve il Ser.mo Granduca con suo Fratello. Entrò immediatamente in coro per assistere alle Sacre Funzioni, che però, per non tenere a tedio l’A.S.re si cantò Terza Andante e appresso si die’ principio alla Messa solenne, che fu cantata dal R.mo M. Paolo Magnali, Mestro dei Novizi.

Si cantò a cappella doppia in coro l’Introito, Kyrie, il Graduale dopo la Profezia; il Tratto dopo l’Epistola; al Passio la parte della Turba; l’Offertorio; il Sanctus; il Mottetto all’Elevazione, e Agnus Dei. Appresso s’attaccò il Vespro della Feria IV; che parimente fu cantato tutto a Cappella; e tanto alla Messa, che al Vespro si sonò l’organino di coro, violone, e violoncello, senza sonarsi l’organo di chiesa. L’Antifone di Vespro furono cantate in canto fermo, accennandosi avanti, e ripetendosi dopo ciascun Salmo. In occasione di questa solennità il nostro P. Re M.ro di Cappella Gio:Fil.o Dreyer compose l’ Introito in Nomine Iesu, il Graduale Ne Avertas; il Tratto Domine exaudi, l’Offertorio Domine exaudi; il Mottetto O Sacrum Convivium per l’ Elevazione; tutti i Salmi di Vespro della Feria IV. (a Riserva de’ Beati Omnes , e Magnificat), come pure l’ Inno Vexilla concertato, e tutto riescì armonioso, e d’universale sodisfazione.

Nel 1740 Dreyer compose un’antologia di Salmi brevi e di facile esecuzione, destinati all’insegnamento dei giovani cantanti. All’inizio del manoscritto appare una sua dedica autografa, che fa ritenere fosse sua intenzione dare alle stampe questi Salmi, ma la Cappella Musicale era disciplinata da un regolamento severissimo, che proibiva la diffusione delle composizioni al di fuori della chiesa, unico luogo nel quale potevano essere eseguite ed i Salmi non vennero mai pubblicati.

Proseguono le memorie che riportano l’esecuzione delle sue musiche:

16 Aprile 1743

Le funzioni della Settimana Santa sono state regolate conforme gli anni scorsi; solo v’è stato di nuovo che le Lamentazioni per tutti i tre giorni sono state cantate in musica a voce sola; le prime in Soprano, le seconde in Contralto, e le terze in Tenore, accompagnate con cimbalo, tiorba, violone e violoncello. Sono state queste nuovamente composte dal P. Gio:Filippo Dreyer nostro Maestro di Cappella. Tutto questo è stato fatto a spese d’un religioso nostro.

20 Settembre 1745

Giunge a Firenze la notizia che il Gran Duca di Toscana è stato eletto Imperatore di Germania col nome di Francesco I. Festeggiamenti solenni, illuminazione. Fu intonato il Vespro a nove parati quale fu seguitato con sceltissima musica, e da numerosi istrumenti, e da arco, e da fiato, ed al Magnificat fu illuminata tutta la chiesa. Viene scoperta la Sacra Immagine e viene intonato l’Inno Ave Maris Stella, doppo che fu ricoperta a vista di un infinito popolo che vi era concorso, doppo tutto questo fu intonato il solenne Te Deum che fu proseguito da una sceltissima musica, e da varietà di strumenti diretta da P. Gio:Filippo Dreyer nostro Maestro di Cappella e con l’Orazione Pro Imperatore fu terminata con applauso comune la sacra funzione alla quale assisterono 70 granatieri.

Come abbiamo appreso dall’atto di renunzia, Dreyer aveva affidato alla gestione del fratello sia i beni ereditati che quelli guadagnati con la sua attività artistica. A questi fondi attinse costantemente per remunerare i musicisti professionisti che veniva aggiunti alla Cappella Musicale. Provvedeva inoltre ad effettuare donazioni, come appare da questa memoria:

1 Luglio 1749

Altro donativo di due cassapanche grandi di noce con cornice attorno di intaglio è stato fatto dall’Onor. P.re Gio.Filippo Dreyer nostro maestro di Cappella per ornato del vestibolo di questa Biblioteca, e perciò sono state in esso collocate con modo che pongono in mezzo la porta maestosa che dà l’ingresso nella Libreria.

Come vedremo anche in seguito, oltre che in questa memoria, Dreyer talvolta disponeva eccessivamente della sua generosità, provocando scompiglio nella quiete del convento:

15 Dicembre 1749

Avendo il M. R. Priore proposto al Discretorio il dispendio, ed inconvenienti che nascevano dalla cena solita farsi a’ Musici della Cappella la sera della vigilia del S. Natale e che sarebbe tornato assai bene il levarla, fu cio’ determinato a pieni voti, compensandola coll’assegnare al P. M.ro di Cappella pro-tempore scudi 6 annui di più del solito da distribuirsi dal medesimo a’ Musici che operano nella notte di detta solennità.

25 Marzo 1766

Festa della SS. Nunziata …

L’ora di Terza fu cantata come nei di’ Festivi, e appresso fu dato principio alla corrente Messa cantata in coro a cappella doppia siccome il Vespro corrente della Feria Terza, eccetto che l’Antifona furono cantate da PP. secondo il rito ordinario. Nella suddetta funzione, siccome alla Compieta di questo giorno cantata come sopra altri strumenti non furono suonati, che il piccolo organo di coro, un violone, ed un violoncello. Il nostro P. Gio:Filippo Dreyer M.ro di Cappella compose in tal congiuntura l’ Introito della Messa, il Tratto dopo l’Epistola, il Graduale ed alcuni Salmi del Vespro della Feria Terza, che incontrarono la universale sodisfazione.

All’età di 66 anni Dreyer iniziò ad ammalarsi e venne saltuariamente sostituito da Bartolomeo Cherubini, pianista e padre del celebre Luigi, che aveva dimostrato un precoce talento per la musica e all’età di 10 anni, dopo che il padre gli aveva insegnato quanto era nelle sue possibilità, venne affidato all’insegnamento di Bartolomeo Felici, organista della SS. Annunziata e considerato il miglior insegnante di musica ed insuperabile maestro di contrappunto di Firenze. Probabilmente Dreyer aggiunse all’austero insegnamento del Felici la brillantezza della sua musica, che risentiva delle passate esperienze teatrali e di corte. Già a 13 anni Luigi Cherubini compose la sua prima

messa e negli anni successivi le sue composizioni si moltiplicarono e vennero eseguite alla SS. Annunziata.

25 Dicembre 1769

Come negli anni scorsi si e’ fatta la Novena del S. Natale, e fu solennizzato questo giorno, che per l’indisposizione del P. R.re Dreyer Maestro di Cappella diresse la musica il Sig.re Cherubini, quale fu fatta con l’istessa magnificenza di strumenti, e di voci.

25 Marzo 1770

Fu solennizzata con la solita pompa la Festa della SS. Nunziata aggiungendosi alla consueta illuminazione del cornicione, i lampadari di cristallo a tutte le Cappelle, e all’arco grande del Presbitero fu posto il padiglione di setini rossi come per i Dolori. La Musica fu diretta come per Natale dal Sig:re Cherubini

25 Marzo 1770

Fu solennizzata con la solita pompa la Festa della SS. Nunziata

aggiungendosi alla consueta illuminazione del cornicione, i lampadari di cristallo a tutte le Cappelle, e all’arco grande del Presbitero fu posto il padiglione di setini rossi come per i Dolori. La Musica fu diretta come per Natale dal Sig:re Cherubini persistendo nella sua indisposizione il P. R.re M.tro di Cappella.

23 Agosto 1770

Ricorrendo la Festa del nostro glorioso San Filippo Benizi fu solennizzato secondo il consueto, e la Musica e’ stata fatta con l’istesso numero di voci, e strumenti, fu diretta dal Sig.re Bartolommeo Cherubini, che continua a supplire alle veci del nostra celebre P.re Dreyer M.tro di Cappella, che sebbene un poco rimesso dalla malattia sofferta non per altro si trova in stato di potersi esporre a fatiche.

Dalla seguente memoria si ha conferma del generoso contributo del Dreyer nel sostentamento delle spese occorrenti per gli stipendi dei musicisti:

25 Dicembre 1771

Con la solita magnificenza fu celebrato il ricorrente giorno del S. Natale, e persistendo nelle sue indisposizioni il P.re Dreyer M.tro di Cappella, fu come negli anni scorsi diretta la Musica dal Sig.re Bartolommeo Cherubini fatta con la med.a consueta copia di strumenti, e voci, avendo il Convento con l’approvazione del Discretorio supplito alla spesa della Musica che negli anni scorsi soleva fare col proprio deposito il P.re Dreyer.

Alla morte di Giovanni Filippo Dreyer, il memorialista tramandò il suo necrologio nel Libro di Ricordanze

13 Aprile 1772

Piacque al Sig:re chiamare a se in questo giorno circa le ore 2 pomeridiane il n.ro celebre P.re Gio:Filippo Dreyer M.tro di Cappella. Questi dopo aver nella sua Gioventù cantato con applauso in alcune delle principali Corti d’Europa; nell’eta’ di 33 Anni ritornato in questa sua Patria vestì il n.ro Abito Religioso, e fu volontieri accettato atteso la sua abilità per dirigere la nostra Cappella, e le Musiche; il quale impiego assunse pochi mesi dopo la sua Professione, atteso la morte del suo Antecessore P.re M.tro Biscardi. L’incarico sudd.o lo ha sostenuto per 30 e più anni con inesplicabil decoro, sì per le molte composizioni fatte da lui med.o che per il brio di guidare le Musiche, e le Cappelle, come ancora per aver ridotte le Funzioni Solenni, e specialm. quella del S. Natale, a spese del proprio Deposito ad una magnificenza assai più grande di quello erasi

costumato in addietro. Oltre l’abilità della sua professione, era arricchito di moltissime doti manuali, e di molti segreti, operando il tutto con molta pulizia, e proprietà, alle quali doti unito aveva un Cuore assai generoso pronto a compiacere chiunque avesse a lui fatto ricorso per lo che si è resa assai sensibile la di lui perdita non meno a suoi Correligiosi, che a tutti i suoi Conoscenti. Si degni il Misericordiosissimo Iddio rimunerare con Gloria Celeste chi ha usato ogni impegno per promuovere il di lui culto qui in Terra con la magnificenza delle Sacre Funzioni.

Il necrologio conferma quanto già sappiamo sulla sua vita, ma un particolare necessita di essere chiarito: i “segreti” erano speciali serrature che consentivano di poterle aprire solo a chi ne conosceva il trucco. Può apparire strano che un musicista possedesse simile abilità, ma la spiegazione ce la forniscono, come al solito, i Libri di Ricordanze. Viveva in convento, nello stesso periodo, Fra Giovanni Poggi, talmente esperto nell’inventare e realizzare tali congegni che il Granduca di Toscana frequentava abitualmente il suo laboratorio e gli commissionava le sue opere. Un frutto della sua abilità è esposto presso Casa Martelli, museo fiorentino.

Dopo la morte del Dreyer viene soppressa un’usanza da lui introdotta e della quale non avevamo traccia nei registri del convento, ma che serve a scoprire un ulteriore lato della sua personalità, che amava intrattenersi allegramente con i musicisti ed aveva la capacità di imporre anche le sue stravaganze:

4 Agosto 1776

In tal giorno era solito stile, introdotto dal P. Dreyer, e continuato dopo di collettare dai Religiosi varie pietanze per i Musici, che dopo il Vespro andavano a mangiare nella stanza, ove si tengono le tavole, per distendervi i morti, che coprivano di pampani di vite, e vi collocavano poscia d.a roba, e se la mangiavano. Il nuovo adunque Priore Ricciardi per svellere d.o abuso, ha vietato la pred.a colletta, ed in vece di commestibili da’ mezzo Paolo per uno a tutti i Musici, che intervengono ai Vespri del S.o e lo cava dalle crescimonie della Cappella, a cui presiede, fatte da sé.

Le composizioni di Dreyer vennero eseguite anche dopo la sua morte, come risulta dalle seguenti annotazoni:

20 Agosto 1779 Quest’oggi il P. Priore ha dato al P. Luigi Braccini per semplice uso, e senza verun Dominio il Cimbalo del fu P. Gio: Filippo Dreyer, assai pregiabile per la sua struttura, ch’è contrassegnato con questa iscriz.ne Witi de Transuntinis anno 1563, e che dopo la morte del soprad.o era stato concesso per l’istesso fine al P. M. Giovacch.o Ferroni.

ASFi Corporazioni religiose soppresse dal governo francese 119 57 Pag. 650

22 Settembre 1782

Questa mane sugli Organi di nostra Chiesa vi è stata solenne Messa in Musica dè Dolori, con lo Stabat Mater del Pergolesi a 4 voci ridotto dal fu nostro P.re Gio: Filippo Dreyer, e cantato da un celebre Contralto di Via della Pergola, dal Tenore Angiolini, dal Basso Gherardi, e dal Soprano Andrea Martini, detto il Senesino.

La Musica tutta è stata battuta dal nostro P. Luigi Braccini, che ormai si può dire vero Maestro di Cappella, dopo il fu soprad.o P. Dreyer, e col dovuto divario, e la Messa è stata cantata da P.re M.ro per condecorare la funz.e, vestendo ciò solito praticarsi altro che il giorno della Festa.

ASFi Corporazioni religiose soppresse dal governo francese 119 57 Pag. 759

16 Settembre 1784

Festa dei 7 Dolori di M.V.

La mattina vi fu solenne Musica sugl’Organi di Chiesa, battura dal P. Luigi Braccini, che fece cantare una Messa del P. Dreyer, e lo Stabat Mater dell’ Anno scorso.

ASFi Corporazioni religiose soppresse dal governo francese 119 57 Pag. 833

1833 Copiatura spartiti per Aiblinger

Ricordo

Passò di Firenze il 1833 il Sig.e Giovanni Gaspero Aiblinger Maestro di Cappella del Re di Baviera, dal quale era incaricato di scorrere l’Italia per raccogliere Musica Sacra dei migliori autori.

Fece tal ricerca anche qui alla SS. Annunziata ed ottenne nove pezzi di musica che sono i seguenti

1. Responsi del I e III Notturno per la notte del S. Natale del P. Borri servita.

2. Responsi per il II Notturno per la notte del S. Natale del P. Luigi Braccini servita.

3. Sequenza per la Pasqua di Resurrezione a 4 voci concertata dal P. Luigi Braccini servita.

4. In Exitu a 4 v. concertato dal P. Giovanni Filippo Dreyer Religioso dè Servi di Maria.

5. Inno a 4 voci concertato per il S. Natale del P. Borri servita.

6. Ave maris stella concertata col I verso a canto fermo del P. Borri servita.

7. Crucifixus sestetto del P.re Luigi Braccini servita.

8. Crucifixus altro sestetto dell’istesso P. Braccini.

9. Crucifixus altro sestetto dell’istesso P. Luigi Braccini.

Questi pezzi furono fatti copiare dai Religiosi e di poi furono spedite le copie in Baviera per mezzo del console di quel Monarca secondo il concertato col d.o Maestro di Cappella.

Sul frontespizio di questi pezzi fu scritto il ricordo di questa cessione del seguente tenore.

Sul pezzo più voluminoso che è quello dei Responsi del I e III Notturno del S. Natale fu scritto così:

Il Superiore, e Padri dell’Ordine dei Servi di Maria nel Convento della SS. Annunziata di Firenze quantunque finquì non abbiano ad altri conceduto i musici componimenti fatti da Religiosi del loro istituto pel servizio della loro Basilica; pure in quest’anno 1833 alle ricerche del Sig.re Giovan Gaspero Aiblinger Maestro di Cappella di sua Maestà il Re di Baviera, che in nome della stessa M. S. scorreva l’Italia per far collezione di Musica sacra di accreditati autori all’oggetto di render più dignitoso il Culto del Re dei Regi, applaudendo a sì distinta pietà e da sì nobile zelo, offrono ben volentieri alla prefata Maestà sua questo con altri otto pezzi di Musica estratti dal loro archivio, reputandosi avventurati se possono anche in ciò contribuire alla maggior gloria di Dio, e della santissima Madre Maria.

In tutti gli altri 8 pezzi fu in ciascuno brevemente scritto così alla fine del titolo del frontespizio: Offerto con altri otto pezzi di musica a S. M. il Re di Baviera dal Superiore e Padri Serviti della SS. Annunziata di Firenze nel 1833 alle ricerche del Sig.re Gio: Gaspero Aiblinger maestro di Cappella della predetta M:S. e dalla med.a inviato nell’Italia per far collezione di Musica sacra di accreditati autori.

Archivio Musicale

5 Aprile 1896 Elenco e compensi cappella musicale per la Settimana Santa Lire 1015,50

Funzioni della Settimana Santa e Pasqua che cadde il di 5 Aprile 1896.

Ai Mattutini furono cantati i Responsi di Casati e il Miserere di Mercadante.

Il giorno di Pasqua la Messa a Orchestra fu del M.o Ceccherini, che piacque moltissimo.

Ai Vesperi (essendo infreddato il tenore Maestrini) furono cantati i Salmi di Dreyer, il Laudate Pueri di Casati per Basso e il Magnificat a 4 voci piene di Anonimo.

Archivio musicale

25 Marzo 1902 Elenco e compensi cappella musicale per la festa della SS. Annunziata Lire 338,85

In quest’anno cadendo la festa della SS. Annunziata il Martedì Santo e dovendosi quindi cantare la Messa della Feria fu stabilito di eseguire Musica senza strumenti.

L’Introito, Graduale, Offertorio e Communio fu del P. Filippo Dreyer dell’Ordine dè Servi a 4 voci diseguali sole (senza accompagnamento).

Kyrie, Sanctus e Agnus Dei a voci disuguali con Armonium (Messa di S. Giovanni che fu eseguita per S. Cecilia.

Passio a 4 voci sole di Francesco Soriano.

Dopo l’Offertorio Mottetto Inviolata di Gounod a 4 voci sole.

Fu la 5.a Esecuzione fatta a cura dell’Aggregazione Ceciliana. Tutto andò benissimo: l’esecuzione fu ottima tanto che meritò gli elogi di tutti i giornali e periodici cittadini.

La sera Compieta di Natali e Ceccherini. Qual differenza però dall’esecuzione della mattina!

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Settembre 1902 elenco e compensi cappella musicale per le Feste Cinquantenarie dell’Incoronazione della SS. Annunziata Lire 3476,80

A dì 6 Settembre. Primo giorno: Messa a 3 voci disuguali del M.o Lorenzo Perosi (Missa Pontificalis) con quartetto aggiunto dal M.o Virginio Cappelli. Introito del M.o Dreyer a tre voci diseg. Graduale di Haydn. Offertorio Ave Maria di Liszt a 4 v. dis. A Vespro (a piena orchestra) furono cantati i seguenti Salmi: Domine a 3 voci virili di Niccolai, Dixit a 3 v. vir. di Giuseppe Ceccherini, Laudate pueri a 3 v. con Soprani del M.o G. Ceccherini, Laetatus sum, Nisi, e Lauda del Clari a 8 voci (con Soprani e Contralti) a 2 cori, Ave maris stella del Clari a 4 v. dis, Magnificat a 4 voci dis. del M.o Mabellini.

A dì 7 Settembre. Secondo giorno: Esecuzione (10a) a cura dell’Aggregazione Ceciliana. Fu eseguita la Messa detta di Papa Marcello del celebre M.o Pierluigi Palestrina a sei voci senza accompagnamento. Introito e Graduale in puro Gregoriano con accompagnamento di Harmonium eseguiti dal Coro dei Soprani. Offertorio: Ave Maria a 4 voci sole del med.o Palestrina. Vespri tutto come ieri. Dopo le funzione serale da tutto il Coro fu cantato un Inno alla SS. Annunziata musicato appositamente per la circostanza dal M.o Virginio Cappelli con Strumenti a fiato.

A dì 8 Settembre. Terzo giorno delle Feste: Messa a 3 voci con Soprani del M.o Cherubini (Messa detta dell’Incoronazione) a piena Orchestra.

Introiti, Grad. e Off. come nel primo giorno. Vespri come gli altri giorni. E in fine della Funzione Inno alla SS. Annunziata. Le Esecuzioni tutte andarono splendidamente e fu approvata da tutti la scelta degli Autori etc. …

Riportò il vanto sopra le altre la musica di Palestrina. La Gazzetta Musicale di Milano parlando della musica eseguita in questa festa dice: “Le Feste della SS. Annunziata sono assunte all’altezza d’un vero avvenimento artistico”.

Ben meritati elogi si ebbero il M.o Virginio Cappelli Direttore della Cappella, il Lucarelli Organista e il Chiesi che coordinarono il sudd.o M.o nell’istruzione e direzione dè Cori specialmente di Soprani e Contr.

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30 Settembre 1927 Programma Cappella musicale

A ore 10 Messa solenne di San Siro del M.o Franco Vittadini a 3 voci dispari con orchestra

Introito del M.o Dreyer a 4 voci disp. con orchestra

Graduale del M.o Koenen e

Offertorio di Vittoria a 4 voci pari senza accompagnamento

Dopo la Messa Inno alla SS. Annunziata del M.o Marcello Cagnacci a 4 voci disp. con orchestra

Direttore: M.o Ugo Cagnacci

Istruttore dei Soprani: M.o Marcello Cagnacci

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